Langhe

Un paradiso per gli amanti del vino sono le Langhe, una delle tre regioni storiche del Piemonte oltre a Roero e Monferrato. Langhe e Roero, delimitate dal corso del fiume Tanaro, sono conosciute soprattutto per la produzione di ottimi vini, rispettivamente rosso e bianco. Questi due territori, nonostante siano confinanti, hanno una differente composizione del suolo: la bassa langa offre un terreno più argilloso e calcareo che cambia da collina a collina, questo dà più valore e particolarità al vino, le sottozone diventano così marchi richiesti dai consumatori; la zona del Roero ha invece più sabbia, quindi mineralità, adatta alla produzione di bianco. IMG_3608Possiamo descrivere le Langhe come un’infinità di colline che ospitano sulla loro cima piccoli borghi o castelli medievali e sui loro pendii distese immense di vitigni; un paesaggio assolutamente meraviglioso.

Prima tappa è il piccolo borgo di Grinzane Cavour il cui nome rende omaggio al Conte Camillo Benso che ne fu sindaco per ben 17 anni dal 1832. Punto focale del paese è il castello costruito nel XIII secolo, di cui però non si hanno molte notizie storiche. Camillo Benso lo abitò dal 1830 e da qui iniziò la sua opera di riqualificazione della zona, sfruttando soprattutto i dolci pendii intorno al castello sui quali fece piantare 200 mila nuove viti. IMG_3600Essenziali furono gli studi del Conte e la sua collaborazione con l’enologo francese Odard per la nascita del vino Barolo. La struttura ospita ogni anno a novembre l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e l’Enoteca Regionale Piemontese; è inoltre visitabile all’interno, con numerose sale dedicate alla tradizione delle botti, del vino e della pallacorda.

Scendendo in una piccola vietta laterale al castello, si arriva in un’enoteca molto particolare la “Cantina del Conte” (via Castello 13) della famiglia Pelissero, che dopo la morte del Conte acquistò una parte dei suoi vigneti. Nonostante fosse chiusa, il signor Sergio Pelissero, vedendoci dal balcone di casa, ha aperto il negozio solo per noi, raccontandoci la storia delle varie generazioni che nel tempo si sono occupate della produzione dei migliori vini piemontesi di quel territorio e di come la sua famiglia si sia presa cura dei vitigni. IMG_3657Abbiamo assaggiato la loro Barbera Riserva, il Nebbiolo e il Barolo; ottime anche le grappe, in particolare quella invecchiata in legno di albicocco. Da quel giorno ho capito di essere finita, anche se per caso, nella cantina giusta, infatti sugli scaffali di ogni enoteca o vineria piemontese notavo troneggiare una bottiglia Pelissero.

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Per l’ora di pranzo ci siamo spostati nella città di Alba, capitale delle Langhe, chiamata anche “città delle cento torri”. Percorrendo la via Maestra (via Vittorio Emanuele), si è completamente circondati da vinerie, enoteche, wine bar e osterie; in tutto questo il Barolo regna sovrano, ma anche il tartufo è un prodotto di cui gli albesi vanno molto fieri.

Per l’aperitivo abbiamo scelto un Nebbiolo 2012 – 14% di Paolo Scavino, etichetta che ci ha incuriosito in quanto il vino viene prodotto nel vicino paese di Castiglione Falletto, dove alloggiavamo; era un po’ come bere il vino di casa. IMG_3680Non capita quasi mai, specialmente qui a Milano, di poter scegliere sulla carta un vino nato dai vitigni che vedi affacciandoti dal balcone. Castiglione Falletto è un altro splendido borgo delle Langhe, con un altro splendido castello e un’altra splendida vista mozzafiato sulle colline coltivate. Sapere di poter gustare un prodotto di cui hai ammirato la materia prima non ha prezzo. Molto curiosa è la derivazione del nome “nebbiolo”, chiamato così perchè ottenuto dall’ultima uva vendemmiata, quando arrivano anche le nebbie.

A seguire, semplice piatto di spaghetti ma divinamente condito con un’abbondante grattugiata di tartufo bianco, assolutamente consigliato all’Osteria dell’Oca, nel centro storico di Alba, in piazza Cagnasso. Per rimanere nella tradizione cuneese, bottiglia di Barolo DOCG Cascina del Monastero 14,5%. IMG_3690

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