Chiaretto del Garda

Bottiglia di Chiaretto del Garda DOP Classico che mi ha subito rapita con il suo magnifico colore, talmente stupendo da dare il nome ad una tonalità di rosa, il “Rosa Chiaretto” appunto. La Cantina Provenza, della famiglia Contato, ha sede nel cuore della Lugana, zona che si estende a sud del Lago di Garda.

IMG_3352

Ottenuto da vitigni Barbera, Sangiovese, Marzemino e Groppello. La tradizione vuole che i primi grappoli della vendemmia siano destinati alla produzione del Chiaretto, la cui peculiarità è un breve contatto del mosto con le vinacce così da estrarne colore e aromi fondamentali. La letteratura lo decanta come il “vino di una notte”, tempo in cui il mosto delle quattro uve rimane a contatto con le sue bucce.

Vino assolutamente elegante e fine, il suo profumo ricorda i fiori primaverili, leggeri sentori anche di frutti di bosco e fragola, spicca invece la mandorla. Fresco e sapido, equilibrato nei suoi elementi di morbidezza e durezza, risulta così un vino di classe con tutte le caratteristiche organolettiche in armonia tra loro.

IMG_3353

*Denominazione: Chiaretto Classico Garda – DOP

*Produttore: Cantine Provenza – Desenzano del Garda

*Anno: 2012

*Titolo alcolometrico: 12%

Annunci

Villa Maser

IMG_3147

Altra tappa veneta obbligatoria è sicuramente Villa Maser, anche nota come Villa Barbaro (via Cornuda 7 – Maser), capolavoro del Palladio e Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Per la Villa il vino è sempre stato un elemento fondamentale, l’architetto vicentino ha infatti dedicato molti spazi per la sua coltivazione e produzione.

“Dall’una, e l’altra parte vi sono loggie, le quali nell’estremità hanno due colombare, e sotto quelle vi sono luoghi da fare i vini,… e gli altri luoghi per l’uso della Villa” (Palladio – “I Quattro Libri dell’Architettura”)

I vini prodotti dalla Villa sono molto vari: Maserino e Manzoni Bianco, Chardonnay, Verduzzo, Prosecco, Maserino Rosso, Carmenere e un vino dedicato al creatore di tutto questo, l’Andrea Palladio Rosso. Tutti sono stati meritatamente riconosciuti da istituzioni nel campo come la Guida Vini del Gambero Rosso, il Berliner Wein Trophy, LA County Wine Fair e molte ancora.

Consiglio sicuramente una visita guidata all’interno della Villa per ammirare le sale affrescate, la collezione di carrozze e il Tempietto; ma dopo tutta questa cultura bisogna rinfrescare la mente con una pausa nella casetta rossa adiacente (wine bar Dè Gusto), con sala degustazioni al piano superiore e wine shop a quello inferiore. Imperdibili i taglieri misti con selezione di formaggi accompagnati da conserve molto particolari ed ottimi affettati.

IMG_2981

Il loro Prosecco Asolano è veramente eccezionale, anche se il vino che qui prediligo in assoluto è il Verduzzo, il vino bianco migliore per i miei gusti, molto corposo. Il suo profumo ricorda il miele e le mandorle, è molto rotondo in bocca, con una gradazione di 14%. Quello che più mi ha colpito al primo assaggio è stato sicuramente il colore molto intenso, giallo oro, quasi arancione. Può sembrare un vino da dopocena, da associare ad un Passito, ma è ottimo abbinato a piatti di pesce e formaggi. E’ un vino davvero unico. A casa è un rito ormai aprirne una bottiglia quando si cucinano piatti ricchi come in questo caso spaghetti allo scoglio e insalata di patate, prezzemolo e mazzancolle.

IMG_2677

Si dice che Bacco sia stato ispiratore e protettore dei vitigni della Villa che già nel 1500 erano considerati un vero tesoro. Proprio a lui è stata dedicata una stanza con tanto di grande affresco che ritrae la divinità offrire dell’uva ai pastori, in simbolo di abbondanza e bontà dei frutti. Villa Maser è il luogo migliore dove unire storia e gusto.

IMG_2983

Ca’ Salina

Il mio Prosecco preferito. E’ un panorama stupendo quello che si apre dopo aver superato il Piave e il centro storico di Valdobbiadene, salendo per la Strada del Prosecco, nata nel 1966 come la prima via enologica italiana. Lunga 120 km  percorre i colli da Conegliano a Valdobbiadene e risponde alle esigenze di tutti i buongustai alla ricerca di prodotti locali di altissima qualità. 

IMG_2986     IMG_0465

Ca’ Salina (via Santo Stefano 2 – Valdobbiadene) ha come pay-off due semplici parole che ben racchiudono la loro filosofia: Gaudium Hospitis, per offrire al cliente un’ospitalità e un senso di accoglienza unici. E’ proprio questo che trasmette Gregorio Bortolin quando si entra nella sua cantina, costruita nel 1993. Ca’ Salina ha una grande storia alle spalle, è nata negli anni ’50, dopo la divisione della cantina Bortolin. Gregorio ha saputo dare una marcia in più ai suoi vini, coltivando i vigneti nell’assoluto rispetto della natura, per garantire al cliente un prodotto speciale. E’ un uomo capace di trasmettere la sua grande passione per questo mondo e tutte le volte che torniamo da lui ci arricchisce con un sacco di aneddoti e spiegazioni tecniche su ogni uva utilizzata. La cantina organizza degustazioni e visite guidate ed è costantemente frequentata da stranieri che si portano a casa un bel po’ di cartoni (Gregorio intrattiene tutti parlando 4 lingue).

IMG_2991     IMG_2994

 

Al Vinitaly 2014 hanno riconosciuto notevolmente Ca’ Salina, in particolare il suo Prosecco Superiore DOCG Dry Paradiso ha ricevuto la Gran Medaglia d’Oro nella categoria Vini Spumanti e il Premio Speciale nella Denominazione di Origine 2014. Inoltre i Diplomi di Gran Menzione hanno premiato il loro Brut Rivète e Spumante Extra Dry Sirocol.

Il mio premio personale va invece al Prosecco Millesimato Extra Dry – DOC, 11,5%. Profumo delicato e bouquet fruttato, ottimo per accompagnare gli aperitivi. Io un Prosecco così buono non l’ho mai assaggiato. Un’ottima scoperta sono stati i loro spumanti rosati davvero particolari: Rosato Brut e Manzoni Moscato Rosato Dolce. Alla fine siamo tornati a casa con due cartoni del mio prediletto Millesimato e un cartone di Manzoni, ottimo per un brindisi in rosa diverso dal solito. Date le nostre grandi spese, Gregorio è così carino da offrirci sempre degli omaggi, come dei tappi per richiudere il Prosecco e preservarne tutte le bollicine nel caso se ne avanzasse (cosa a noi mai successa) e bottiglie nuove da provare (questa volta ci ha regalato una bottiglia di Grappa Prosecco Invecchiata).

IMG_2992     

gazebo degustazioni estive

gazebo degustazioni estive

 

Foss Marai

La mia stupenda zia veneta, Sonia, ci ha regalato uno meraviglioso pacco delizie del Veneto con cioccolato, meringhe, biscotti e una bottiglia di Foss Marai Extra Dry, caratteristica nella sua bottiglia zigrinata. È un vino che abbiamo conservato come una reliquia, aspettando un momento speciale per aprirlo. Vino davvero superbo ed è stata una bellissima scoperta.

L’altra sera, camminando per Seregno, siamo stati rapiti dalla vetrina di un’enoteca, straripante di vini (Enoteca Incontri Divini – via Vincenzo da Seregno 11 – Seregno). Entrando abbiamo scoperto sugli scaffali bottiglie veramente particolari, una cosa che mi è piaciuta molto è stata l’aver trovato molti bianchi ad alta gradazione che sono davvero curiosa di provare. Abbiamo acquistato un po’ di bottiglie tra cui un Gewurz Traminer da 14,5% (non vedo l’oro di assaggiarlo!) e un Foss Marai diverso da quello già provato, infatti è un Prosecco Superiore Dry Millesimato – Nadin. Vado matta per i Prosecchi Millesimati, li trovo buonissimi, dal sapore leggero e morbido. Berli è un piacere perché non sovrastano i gusti e sono assolutamente privi di acidità; il problema è che sono talmente piacevoli da bere, che una bottiglia nemmeno ci si accorge di finirla.

IMG_2923

Questo Prosecco si è ufficialmente guadagnato un posto pari merito con il mio preferito in assoluto, anch’esso Millesimato, ma Extra Dry. Entrambi arrivano direttamente da Valdobbiadene. Sarà un caso o i loro Prosecchi sono indiscutibilmente i più buoni?

IMG_3120
IMG_3121

I Pregiati di Verona

Verona.. la città dell’amore.. del Valpolicella e del Recioto..e noi non ci siamo fatti mancare nulla. Abbiamo alloggiato all’hotel Cavour di vicolo Chiodo a due passi dall’Arena, in occasione del Vinitaly. Siamo arrivati il venerdì sera e, affamati come sempre, abbiamo girato la città vecchia a piedi alla ricerca di qualche ristorantino carino. Purtroppo non abbiamo trovato niente che ci ispirasse, anche per l’ora tarda molti stavano chiudendo, eravamo ormai rassegnati ad una pizza d’asporto da mangiare in camera. Tornando all’hotel..magia..proprio di fianco all’ingresso abbiamo letto “Osteria La Vecia Mescola” (vicolo Chiodo 4), a due passi dal nostro albergo. Entrati, nonostante fosse tardi, il proprietario ci ha accolto calorosamente, dedicandoci subito la sua attenzione. Il menù è ricco di piatti caratteristici e sfiziosissimi, io, amante della carne, ho ordinato una tagliata e ovviamente un Valpolicella Ripasso ha accompagnato la nostra cena. Il “Ripasso” è ottenuto dalla doppia fermentazione del Valpolicella sulle vinacce dell’Amarone, con una gradazione alcolica superiore (minimo 12,5% vol), minore acidità e un gusto più corposo. È ottenuto dai vitigni Corvina e Rondinella.

IMG_0377

Il dolce, invece, ci è stato servito con un Recioto della Valpolicella (Domini Veneti), vino che io adoro per un dopocena. Vino rosso dolce passito DOCG prodotto in Veneto, esclusivamente in Valpolicella dai vitigni Corvina, Corvinone e Rondinella, stesse uve utilizzate per produrre l’Amarone. Il suo nome deriva dal dialetto “recia” (orecchio), proprio perché solo la parte meglio esposta, quindi più alta e pregiata del grappolo, poteva essere usata per produrre questo vino. Vino corposo, ricco, dal sapore intenso, ottimo abbinato a dolci e formaggi. Io lo trovo un vino “completo” perché soddisfa il palato e permane in bocca dopo ogni sorso. Il Recioto esiste sia rosso che bianco, quest’ultimo non ancora provato, ed è talmente un’istituzione in Veneto che si organizza annualmente verso aprile il Palio del Recioto (nel paese di Negrar), ad oggi è alla sua 53° edizione.

IMG_0381

I vitigni veronesi ci regalano tre vini stupendi: Valpolicella, Recioto e Amarone. Gli ultimi due si differenziano da un errore di un vecchio produttore che dimenticò nella botte il mosto che sarebbe dovuto essere utilizzato per la produzione del Recioto. Per ottenere un vino dolce si interrompe la fermentazione, in questo modo il livello zuccherino rimane alto, così come la gradazione alcolica. Proprio dall’errore si ottenne un vino che aveva perso il dolce del Recioto, per assumere il bouquet più secco dell’Amarone. Ben venga sbagliare!!

IMG_0394