Donnafugata Anthìlia

Massima espressione delle uve Catarratto e della calda Sicilia, Anthìlia racchiude un bouquet profumatissimo: fiori di zagara e frutta a polpa bianca sono i protagonisti, accompagnati da una leggera nota di pompelmo. In bocca si ritrovano tutti gli aromi, con una giusta sapidità che vivacizza l’estrema raffinatezza degli agrumi.

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Donnafugata racconta la storia della regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV, scappata da Napoli dopo l’arrivo delle truppe napoleoniche; trovò rifugio nei territori dove ora sorgono i vigneti dell’azienda. La regnante è diventata il logo della cantina, con i capelli al vento e l’aria sognante; mentre il nome è stato ripreso dal termine con cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo indicò i possedimenti che poi divennero proprietà della famiglia Rallo, che ancora oggi offre vini che raccontano la storia di una terra omaggiata da storia e letteratura.

DSC_0080* Denominazione: Anthìlia

* Produttore: Donnafugata

* Anno: 2014

* Titolo alcolometrico: 12,5%

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Riesling Fiamberti

Cristallino, molto trasparente, giallo paglierino intenso, è il Riesling Fiamberti della Vigna Croce di Monteveneroso – Oltrepò Pavese DOC. Vino fermo con un profumo unico, estremamente dolce al naso, forti le note di pera matura e di miele, ricorda le marmellate. Sono stata molto incuriosita da questo prodotto, che fino a qualche tempo fa mi era sconosciuto, sicuramente un po’ indecisa se comprarlo o meno, in quanto non sono una grande amante dei vini dell’Oltrepò, ma prima di giudicare è sempre bene provare! Devo dire che le mie aspettative sono state alquanto superate e il Riesling si aggiudica un meritatissimo posto tra i miei vini bianchi preferiti.

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Lo trovo molto particolare, sicuramente diverso dalla maggior parte dei vini bianchi. Il suo profumo è una nota che lo contraddistingue molto, è davvero buono da annusare! In bocca ci si aspetta qualcosa di estremamente dolce, quasi stucchevole, ma il sapore è totalmente diverso da quello che viene percepito con il naso. E’ caldo, sapido e secco.

L’azienda agricola Fiamberti è una delle più antiche della Lombardia, ha festeggiato nel 2014 i 200 anni. Si trova a Canneto Pavese, città internazionale della vite e del vino, con un nome che ricorda le tecniche di allevamento delle vigne, sostenute da canne.

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Vino consigliato con un abbinamento di pesce e formaggi, ma io l’ho voluto aprire per una cena a base di risotto alla zucca. Ottimo connubio tra il profumo dolce del Riesling e il sapore dolce della zucca, risaltato dalla sapidità in bocca del vino.

Gewürztraminer – Kellerei Bozen

Un vino molto particolare, appartenente alla categoria dei vini aromatici che riconosce quattro famiglie di uve: Malvasia, Brachetto, Moscato e Traminer appunto. I vini aromatici sono caratterizzati da un profumo molto intenso e particolare, determinato soprattutto dai terpeni, sostanze contenute nella buccia dell’acino, preesistenti quindi nel vino. Questi terpeni originano i cosiddetti profumi primari del vino che vengono trasmessi durante macerazione e fermentazione.
Il nome Gewürztraminer vuole continuamente ricordarci le sue origini, unendo gewürz (in tedesco, participio passato del verbo würzen = aromatizzare) e traminer (genitivo di Tramin, indica la sua provenienza da questa cittadina in Südtirol).

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Bottiglia della Cantina Bolzano (Kellerei Bozen), rinomata nel territorio con i suoi 320 ettari di vigneti. Vino dalla perfetta limpidezza, si può definire assolutamente cristallino e molto trasparente, di un giallo paglierino chiaro. Al naso è pulito, schietto e molto fine, ha infatti una notevole eleganza di profumi, con note fruttate fresche, in particolare ricorda il litchi e la pera.
In bocca ha un’ottima struttura generale, è di corpo e con un’alcolicità buona. La sua avvolgenza è molto piacevole e tutto questo crea un vino di classe, assolutamente equilibrato, in cui aromi e profumi ben si uniscono tra loro.

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*Denominazione: Gewürztraminer – Südtirol – DOC
*Produttore: Cantina Bolzano
*Anno: 2013
*Titolo alcolometrico: 14%

Settesoli – Seligo

Dopo Ottoventi, si va di Settesoli, anche questo un vino siciliano ma bianco. Mi è stato detto dal proprietario della mia vineria preferita, che i bianchi siciliani sono poco apprezzati qui al nord. In molti infatti credono che il bianco per eccellenza provenga dalle zone più nordiche della nostra Italia, ma non è così. Ho scoperto che i bianchi siciliani sono ottimi e assolutamente da rivalutare.

L’azienda Settesoli, fondata nel 1958 a Menfi, produce per i consumatori “di tutti i giorni” che vogliono gustare un ottimo vino da acquistare direttamente al supermercato sotto casa, distribuisce infatti i suoi prodotti alle principali catene d’Italia come Carrefour e Ipercoop. Non per questo la cantina è da sottovalutare, infatti possiede il 5% del vigneto della Sicilia, essendo la più grande azienda vitivinicola siciliana e addirittura il più grande vigneto d’Europa con i suoi 6.000 ettari. Per garantire qualità e territorialità, su ogni bottiglia della cantina Settesoli è impresso un codice di identificazione con cui è possibile percorrere tutto il passaggio produttivo del vino fino al suo vigneto di origine.

Settesoli fa parte inoltre della Strada del Vino delle Terre Siciliane ed il paesaggio vinicolo di questo territorio è anche stato scenario del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa pubblicato proprio nell’anno di fondazione dell’azienda.

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Parliamo del Seligo bianco, di colore giallo paglierino intenso. Vino composto da Grillo e Chardonnay rispettivamente per il 50%. Il suo profumo fine e delicato tende al dolce, ricordando quello delle albicocche e degli agrumi della terra siciliana. Gradazione alcolica alta, 13%, quindi persistente in bocca e ottimo abbinato a piatti di pesce. Un vino che ha conquistato la Medaglia d’Oro al Gran Premio Internazionale Mundus. Come scritto sull’etichetta, Seligo deriva dal latino e significa scegliere/selezionare, l’esatta filosofia dei piccoli viticoltori di questo grande vigneto.

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A mio parere personale, credo che questo vino dia il meglio di sè abbinato a prodotti tipici della sua terra circondata dal mare. Ho voluto quindi aprirlo per accompagnare un piatto di pesce con polipo e prezzemolo, mazzancolle, semi di sesamo e zucchine e piccola porzione di spaghetti allo scoglio. Ha esaltato al massimo i sapori, compensando ottimamente il gusto delicato del pesce.

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