Foss Marai

La mia stupenda zia veneta, Sonia, ci ha regalato uno meraviglioso pacco delizie del Veneto con cioccolato, meringhe, biscotti e una bottiglia di Foss Marai Extra Dry, caratteristica nella sua bottiglia zigrinata. È un vino che abbiamo conservato come una reliquia, aspettando un momento speciale per aprirlo. Vino davvero superbo ed è stata una bellissima scoperta.

L’altra sera, camminando per Seregno, siamo stati rapiti dalla vetrina di un’enoteca, straripante di vini (Enoteca Incontri Divini – via Vincenzo da Seregno 11 – Seregno). Entrando abbiamo scoperto sugli scaffali bottiglie veramente particolari, una cosa che mi è piaciuta molto è stata l’aver trovato molti bianchi ad alta gradazione che sono davvero curiosa di provare. Abbiamo acquistato un po’ di bottiglie tra cui un Gewurz Traminer da 14,5% (non vedo l’oro di assaggiarlo!) e un Foss Marai diverso da quello già provato, infatti è un Prosecco Superiore Dry Millesimato – Nadin. Vado matta per i Prosecchi Millesimati, li trovo buonissimi, dal sapore leggero e morbido. Berli è un piacere perché non sovrastano i gusti e sono assolutamente privi di acidità; il problema è che sono talmente piacevoli da bere, che una bottiglia nemmeno ci si accorge di finirla.

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Questo Prosecco si è ufficialmente guadagnato un posto pari merito con il mio preferito in assoluto, anch’esso Millesimato, ma Extra Dry. Entrambi arrivano direttamente da Valdobbiadene. Sarà un caso o i loro Prosecchi sono indiscutibilmente i più buoni?

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One thought on “Foss Marai

  1. Complimenti per i tuoi articoli e per il tuo blog.
    Io abito nella zona del Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore, e posso dirti che qui c’è la diatriba sul fatto se il vino riesce meglio a Conegliano (dove il clima è più mite), e dove “è
    stato inventato il vino Prosecco spumante”, se così si può dire da Antonio Carpené, oppure a Valdobbiadene (dove invece è più freddo, infatti in alcune annate ci sono anche due settimane di differenza per quanto riguarda l’inizio della vendemmia). Di certo però, il Consorzio di Tutela, ha fatto (e continua tutt’ora a fare) delle indagini, dalle quali è emerso che a Conegliano, situata in pianura, il vino è più fruttato e zuccherino, mentre in collina, a Valdobbiadene, quindi ad altimetrie maggiori, si registra maggiore acidità e più freschezza, oltre a maggiore mineralità dovuta alla diversa tipologia di suoli. Caso a parte è il Cartizze, collina situata nelle zone attigue a Valdobbiadene, dove si produce Prosecco da molti anni; si tratta di una microarea di soli 107 ettari dai quali si produce uno spumante particolare che si distingue per la sua eccellente qualità all’interno della denominazione. Il Cartizze è infatti definito il cru del Conegliano Valdobbiadene DOCG. Se vuoi saperne di più (oppure scambiare delle opinioni) su questo e altri vini, contattami pure attraverso il form che c’è sul mio blog http://www.vinoegusto.wordpress.com.
    Saluti,

    Matteo Ghirardo

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